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  LA PRIMA CASA
di Salvatore Mancuso, Mariella Zezza.

Dal capitolo
“La donna nella realtà sociale”
A riaccendere il mio interesse per questi argomenti è stato il rapporto su “Women and Media in Europe” in cui si dimostra che l’immagine della donna veicolata dai mezzi di informazione condiziona vistosamente il suo ruolo pubblico. Nei paesi che tutelano la rappresentazione delle figure femminiliu nei programmi di intrattenimento, negli spazi informativi e nella pubblicità, c’è maggior riconoscimento sociale per le donne.
Mi sono sentita chiamata in causa come giornalista di servizio pubblico e ho iniziato ad intervistare politiche, sociologhe, economiste, imprenditrici, sindacaliste, magistrate, storiche, ricercatrici, docenti e tante altre donne rappresentative per il loro settore per costruire una nostra identità, almeno nei mass-media.

Dal capitolo
“Il benessere della mamma influenza la vita del figlio”
L’attuale situazione demografica nel nostro paese è definita da un’espressione di recente conio: “bassissima fertilità”.
Le donne italiane fanno meno figli delle altre europee, ma sono anche quelle meno occupate. La correlazione sembra piuttosto evidente: per procreare è determinante un sistema di tutele cha vanno dalla disponibilità finanziaria personale alla necessità di servizi che consentano di conciliare famiglia e lavoro.

IL GENERE TRA LE RIGHE - Gli stereotipi nei testi e nei media.
A cura di Laura Moschini.
"Comunicazione verbale e non verbale" contributo di Mariella Zezza
Questo quaderno è nato dall’esigenza di affrontare uno degli argomenti che maggiormente influiscono sul mantenimento di discriminazioni legate al sesso e impediscono una efficace realizzazione delle politiche di Genere e in particolare delle politiche di Pari Opportunità tra uomini e donne. 
Troppo spesso, infatti le politiche e le azioni in favore della parità dei diritti e delle possibilità che consentirebbero agli individui di realizzarsi professionalmente e individualmente in un modo più rispondente alle proprie capacità o interessi, si infrangono contro ostacoli di origine culturale o contro sensibilità e sentimenti così profondamente radicati nell’animo umano da non essere neanche riconosciuti. Sentimenti che si trasmettono attraverso gli stereotipi sessuali e che legano uomini e donne a sfere separate di azione e di vita: la sfera pubblica per gli uomini e la sfera del privato per le donne.
DONNE&LAVORO 1949-2009.
Mostra fotografica di Carlo e Maurizio Riccardi.
“La Costituzione sancisce parità fra generi, ma sulla strada dell'eguaglianza si frappongono due fattori: la maternità (una lavoratrice su 10 perde il posto di lavoro; altre 2 optano per il part-time, che diminuisce stipendio e possibilità di carriera) e il pregiudizio.
Secondo l'Università di Chicago un gruppo di neo laureati era disposto a guadagnare il 22% in meno pur di aver un capo uomo: una “tassa del pregiudizio”.
Quale può essere il contributo per favorire una più ampia partecipazione femminile al mondo del lavoro? Sicuramente far conoscere le figure che hanno puntato su volontà, merito e competenza per affermarsi. Lidia Poet nel 1881 fu la prima italiana laureata in Giurisprudenza ma dovette aspettare più di 40 anni per iscriversi all'Albo degli Avvocati. Come difendere un cliente se lei, come donna, non godeva di pari dignità? Il presente può essere rappresentato da Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana selezionata dall'Agenzia Spaziale Europea. E per il futuro? Immagino un Presidente del Consiglio donna, che trovi ispirazione e coraggio per competere con gli uomini.”
Mariella Zezza